21 Mag

Da Gemona del Friuli a Palermo: Mila e i 2000 chilometri in bici

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È una donna forte, coraggiosa, dal sorriso contagioso. Lei si chiama Mila Brollo, 59 anni, e da qualche giorno è arrivata a Palermo, dopo aver attraversato l’Italia a bordo della sua bici. Un viaggio iniziato il primo aprile scorso, quando appunto è partita da Gemona del Friuli, estremo Nord Est, per raggiungere nei prossimi giorni – dopo la permanenza a Palermo – Lampedusa. Mila è un tecnico della riabilitazione psichiatrica, ha deciso di fare questi 2000 chilometri per sollecitare l’attenzione sulla salute mentale. A Palermo è stata accolta martedì dall’associazione di volontariato Ufe, Utenti e familiari esperti, del modulo 1 del Centro di salute mentale e ieri dal sindaco Leoluca Orlando a Villa Niscemi. “Io lavoro in un servizio e trovo che la psichiatria abbia bisogno di nuove idee, per questo mi sono inventata questa cosa. Mi sono messa alla prova, in primo luogo. Questo viaggio è stato pensato come un percorso personale. Si sono messe insieme persone che non si conoscevano prima grazie a questa iniziativa: a Bologna, a Napoli. Lo scopo è contaminarci. Noi abbiamo un virus in comune”, spiega Mila. Adesso l’ultima tappa del viaggio di Mila è appunto Lampedusa, dove parteciperanno le associazioni di salute mentale di tutta Italia. L’arrivo è previsto sabato 28 maggio 2016 e si protrarrà per una settimana. Un aspetto curioso delle numerose attività che si svolgeranno sull’isola sarà lo Yoga della risata. Mila oggi pomeriggio ha incontrato utenti e familiari dell’associazione Ufe ospitati dalla Cooperativa sociale Officina 22, che ha come mission sia servizi alla persona, sia attività diverse, quali quelle agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Ne è nato un bel confronto tra diverse realtà che operano tutte nel settore della salute mentale, con un impegno a collaborare. È stata l’occasione per conoscere Mila, il suo viaggio, per essere stimolati a fare di più e a fare meglio.

Da un Articolo di Serena Marotta

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